Полезные продукты и здоровое питание: как правильно питаться во время  самокарантина

Prodotti a Km zero

Quando si parla di “prodotti a Km zero” si fa riferimento a prodotti, solitamente generi alimentari, la cui vendita avviene in un’area distante pochi chilometri da quella di produzione. Gli alimenti “a Km zero” sono definiti anche con il termine più tecnico “a filiera corta”. Mangiare a “Km zero” sta diventando una tendenza sempre più diffusa anche in Italia dove, accanto alla crescita di una coscienza ambientalista, sembra emergere anche l’abitudine di acquistare alimenti vicino a casa.

I vantaggi derivanti dalla filiera corta sono notevoli e si evidenziano non solo nella riduzione di fattori legati ad inquinamento e riscaldamento globale, come l’emissione di anidride carbonica dovuta ai trasporti e l’impiego di imballaggi per la distribuzione, ma anche nella possibilità di acquistare prodotti locali, più freschi e di stagione, che non hanno perso le proprietà organolettiche a causa di lunghi viaggi. Sono proprio questi ultimi i grandi punti di forza dei prodotti a “Km zero”. Sbalzi termici e lunghi stoccaggi in luoghi non perfettamente idonei influenzano in maniera negativa la componente nutrizionale dei prodotti, soprattutto di quelli freschi come frutta e verdura. Durante lunghi spostamenti il mantenimento di temperature idonee, non è sempre garantito, e questo si ripercuote sulle caratteristiche nutrizionali specialmente sulle vitamine cosiddette “termolabili”. Anche altre molecole (antiossidanti ad esempio) sono soggette a modificazioni in termini di quantità.

Acquistare generi alimentari a “Km zero” è una scelta più sostenibile per l’ambiente, in grado di valorizzare le realtà locali e le caratteristiche nutrizionali degli alimenti. Il “Km zero” diventa, pertanto, una prospettiva diversa con cui approcciarsi agli acquisti sposando una filosofia più ampia di consumo critico in cui ogni consumatore è consapevole della necessità di operare una scelta, al momento dell’acquisto. Per chi intende far propria la filosofia della filiera corta non resta che scoprire come comprare alimenti che provengano dalle realtà circostanti. Rivolgersi ad esempio direttamente ai contadini che praticano agricoltura biologica e che si trovano nei dintorni della propria città si può rivelare una buona soluzione. Acquistare alimenti “a filiera corta” è ormai abbastanza diffuso, soprattutto nelle zone a forte produzione agricola e per particolari prodotti, tra cui sicuramente frutta e verdura. Infatti i prodotti vegetali “locali” , raccolti al momento giusto e subito messi in commercio, garantiscono una maggior freschezza e migliori caratteristiche organolettiche, grazie al breve tempo di trasporto. In questo modo inoltre viene valorizzato il consumo dei prodotti stagionali recuperando così il legame con il ciclo della natura e con la produzione agricola. L’acquisto di alimenti a “Km zero” permette così alla nostra generazione, ormai abituata a trovare tutto in qualsiasi momento dell’anno, di rientrare nell’ottica della stagionalità dei prodotti. Il prodotto fresco è sempre da preferire, in quanto più ricco dal punto di vista nutrizionale, ma solo se disponibile nella stagione.In caso contrario è da preferire un prodotto surgelato di provenienza nazionale, o meglio ancora a “Km zero”, piuttosto che un prodotto fresco ma proveniente da paesi lontani.

L’agricoltura biologica e l’agricoltura integrata

L’agricoltura biologica non utilizza antiparassitari, erbicidi, o concimi chimici, ma usa metodi naturali per assicurare la produttività delle piante. Inoltre si serve di risorse rinnovabili, riciclando anche rifiuti vegetali e animali, per migliorare e mantenere la fertilità del suolo.

Il prodotto “biologico” è diverso da quello convenzionale perché è stato prodotto, raccolto e lavorato seguendo le tecniche dell’agricoltura biologica; tutto il ciclo di produzione e trasformazione dal campo fino alla tavola è regolamentato da specifiche norme, controllato e certificato da organismi appositamente autorizzati. È, infatti, il metodo ad essere biologico, non il prodotto. Questi alimenti non possono contenere additivi come conservanti, coloranti, esaltatori di sapidità e simili e sono esenti da OGM e vengono lavorati, trasformati e confezionati nel pieno rispetto dei loro valori nutrizionali. Il prodotto biologico ha il vantaggio di essere un prodotto più naturale, ma allo stesso tempo questa sua caratteristica lo rende anche più suscettibile ad esempio all’attacco di parassiti o alla perdita di alcune caratteristiche organolettiche se conservato per tempi troppo lunghi e in condizioni non idonee.

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La frutta e la verdura “biologica”, cosi come tutti gli altri prodotti definiti tali, devono avere una specifica etichettatura. La dicitura “Agricoltura Biologica – Regime di controllo CE” e il logo europeo dell’agricoltura biologica non sono obbligatori, anche se si ritrovano molto spesso.

L’agricoltura integrata invece utilizza tecniche produttive, di trasformazione e conservazione che prevedono un uso limitato di antiparassitari, concimi e acqua, nel rispetto dell’ambiente: ad esempio per eliminare gli insetti nocivi per le piante vengono allevati alcuni insetti, innocui, che entrano in competizione con quelli nocivi, non permettendone lo sviluppo. I prodotti “a produzione integrata” spesso sono caratterizzati da specifici marchi che il produttore impiega volontariamente per farli individuare meglio al consumatore.